L’Isola di Fuoco

Isola di Fuoco

Con una grafica accattivante e lo slogan “The dimensional adventure game of pitfalls and perils!”, “The Fireball Island”, dopo l’uscita nel 1986, divenne ben presto uno dei giochi più agognato dai bambini dell’epoca e rievocato dai grandi di oggi.

IL GIOCO

Genere: Gioco da Tavolo
Meccaniche: Lancio di dadi, Gestione Mano di Carte
Giocatori: 2-4
Età: 7+
Durata: ca. 40 min
Casa Editrice: Milton Bradley
Designer: Chuck Kennedy, Bruce Lund

Ogni scatola conteneva:

  • 1 Tabellone in tre dimensioni di plastica
  • 1 Regolamento
  • 1 Dado rosso a 6 facce
  • 48 Carte con azioni ed effetti speciali
  • 1 Idolo composto da 3 parti da assemblare (il mitico Vul-Kar!)
  • 5 Biglie rosse che simboleggiano le palle di fuoco
  • 1 Gioiello rosso da recuperare
  • 4 Porta gemma in plastica nera
  • 2 ponti traballanti
  • 4 pedine esploratore in 4 colori

COME SI GIOCA

Vul-Kar

Vul-Kar

I giocatori si trovano su un’isola tropicale inesplorata, dimora del primitivo idolo Vul-Kar. Lo scopo del gioco è quello di avanzare lungo percorsi tortuosi intorno all’isola, evitando le palle di fuoco e cercando di catturare il gioiello di Vul-Kar per portarlo alla barca, posta ad una delle estremità del tabellone e unica via di fuga.

Fondamentalmente, l’obiettivo dei giocatori era quello di tirare 1d6 e correre il prima possibile fino a un gioiello di plastica (oserei dire molto grande e molto sproporzionato rispetto alle pedine), cercare di afferrarlo e mantenerlo fino ad una piccola barca disegnata all’estrema sinistra della plancia di gioco. Gli altri giocatori, nel frattempo, tentavano di rubargli il gioiello cercando di raggiungerlo sulla stessa casella o lanciando trappole e/o “tracobetti” con le carte che avevano in mano.

Palla di Fuoco

Palla di Fuoco

Tra queste poteva esserci la fantomatica carta “Palla di Fuoco” (“fireball”)

che se giocata, faceva scatenare l’ira di Vul-Kar che sputava le temibili palle di fuoco, le quali potevano colpire a tradimento l’esploratore facendogli perdere il prezioso bottino.

 

 

CHI E’ STATO IL GENIO?

Bruce Lund

Bruce Lund

Autore del gioco è Bruce Lund
Prima di collaborare con la Milton-Bradley, Lung aveva lavorato ai Marvin Glass Studios (Marvin glass, per chi non lo sapesse, è il papà di Brivido o dell’archetipo di passa la bomba…) All’epoca della collaborazione di Lund l’azienda stava lavorando su “Mouse Trap” (1963) un altro gioco in 3D sullo stile del tranellone/allegra gimkana.

 

Mouse Trap

Qualche tempo tempo dopo, lasciò il suo posto di lavoro per dedicarsi interamente al suo progetto sottoponendo l’idea alla Milton Bradley, che lo accolse molto volentieri. Appena immesso sul mercato, l’isola di fuoco fu subito un successo… Decise in seguito di cavalcare l’onda e fondare la Lund and Company Invention, L.L.C. una ludo-azienda in cerca di nuove idee da produrre e sponsorizzare:

“We design toys in every category imaginable, including small and large feature dolls and plush characters, games, vehicles, outdoor toys, action figures, puzzles, activity toys, novelties, and more.”

Negli anni sono stati di primaria importanza nella realizzazione di giochi come TMX Elmo (si proprio quell’ Elmo dei Muppet) e del primo razzo alimentato a idrogeno (tanto da aver preso un premio dalla giuria NASA technology competition). In campo boardgame meglio stendere un velo pietoso e quindi non vado oltre..
Tranne forse, per un tentativo nel 2010 di proporre una serie di espansioni per l’isola di fuoco.
Ebbene si.. espansioni, ma credo che ormai il suo tempo sia stato fatto.


PERCHE’ ANCORA OGGI SE NE PARLA?

Crash Canyon

Ma perché questo gioco è entrato a far parte nella categoria dei migliori giochi cult al mondo???
Forse per la realizzazione 3D? Altri ci avevano provato qualche anno prima, ad es. con Voice of the mummy (1971) o King oil (1974).
Eppure quasi nessuno credo ricordi Crash Canyon (1989) altro gioco, uscito qualche anno dopo, con tabellone in plastica 3D, molto simile all’isola di fuoco, in cui i giocatori si sfidano in una pazza corsa di racing su zona sterrata.

Forse per il tema? Naah, non posso credere che si sia preferito l’isola di fuoco a un giocone meraviglioso edito dalla didacta nel 1984. Non sapete di cosa stiamo parlando? Ma del nostro amato Indiana Jones.

Forse le dimensioni? La confezione misura ben 64x49cm. La scatola si apriva ai lati che permettevano di far scivolare fuori il grande tabellone in plastica e tutti gli altri materiali di gioco. Era talmente grande che bisognava riporla in cima ad un armadio o nasconderla sotto il letto.

Forse la componente di suspance dovuto alle palle infuocate che non si sa dove vadano? Molto probabilmente ha influito, visto che meccaniche aletaorie di questo tipo le ritroviamo in altri cult come ad es. il teschio/biglia nel gioco Brivido/Castello incantato o le ruote a ingranaggi nel tesoro del tempio.

Forse tutto questi motivi messi assieme, con in aggiunta una bella pubblicità ad hoc piena di pathos e, passatemi il termine, il gioco è fatto!

IL FUTURO

Tra pochi mesi, una nuova edizione dell’Isola di Fuoco raggiungerà i nostri tavoli grazie a Kickstarter. Durante GenCon 50, infatti, Restoration Games ha annunciato la nuova edizione con una simpatica cartolina:

Restoration Games, infatti, è una nuova ditta che si è lanciata sul mercato con un unico scopo, rimodernare e riportare sul mercato alcuni giochi che hanno fatto la storia del mondo ludico.

BONUS

Non avete voglia né i soldi per comprarlo? Ora è possibile giocare comodamente on-line senza spendere un centesimo http://www.huddycreative.com/fireball/

Appassionata di "gioco" fin dall'infanzia, sono cresciuta con titoli intramontabili tra cui Brivido, Atmosfear, l'erede misterioso e altri meno conosciuti (se sapete cosa sono Ludus e Furto al museo siete appena entrati nelle mie grazie!) Oggi vivo all'interno di una casa assieme a: un marito e 3 gatti, una collezione di action figure di He-man in sala e qualche centinaio di fumetti stipati in camera, diversi set lego nascosti in soffitta e qualche retroconsole per i momenti revival nello stipetto sotto la TV. Ah giusto.. dimenticavo i boardgame.. volete conoscere la mia lista? cercate brankokikka su Boardgamegeek e scoprirete che oramai ho superato le mille scatole già da un bel pò. La nostra casa è sempre aperta per qualche partita e/o qualche bevuta insieme, soprattutto se poi si parla di nerdosità.

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