I giochi da tavolo del 2018

un resoconto semiserio dell'anno appena concluso

I giochi da tavolo del 2018

Sono un po’ in ritardo per le classifiche, ma questa in realtà non è una classifica, è un tirare le somme.

Il 2018 è stato forse l’anno in cui ho giocato il maggior numero in assoluto di nuovi titoli (nuovi per me, non necessariamente usciti quest’anno), e vi voglio parlare di quelli che mi hanno colpito maggiormente, nel bene e nel male.

Watson and Holmes

Mi è stato presentato con entusiasmo da un amico appassionato del buon vecchio “Sherlock Holmes consulente investigativo” (gioco meraviglioso, anche se non di primo pelo), come la sua versione competitiva, e ho pensato: finalmente! Era ora che i giochi investigativi di questo tipo uscissero dal “cooperativismo” forzato per accendere un po’ la natura da Tenente Colombo che è dentro ognuno di noi.
Qualcuno direbbe che è l’evoluzione di Cluedo, io dico che è il compimento definitivo di Cluedo (di fatto un gioco di carte) al suo obiettivo iniziale, cioè di essere un gioco investigativo in cui un numero X di giocatori si sfida per scoprire assassino, movente e altre informazioni accessorie.
Le storie sono curate e ben scritte, l’ambientazione fine ottocentesca resa alla perfezione e la difficoltà dei casi giustamente incrementale procedendo da un caso all’altro, ma in generale più abbordabile rispetto al suo predecessore.

🏒 Cosa mi ha colpito di Watson and Holmes? La bella sensazione di sfida che si crea al tavolo, l’ansia andando avanti con i turni è palpabile perchè si ha il terrore che qualcuno possa dare la soluzione prima di te, il tempo che scorre nel gioco rappresenta bene quello dell’indagine e perderlo è l’ultima cosa da fare!
Se non l’avete ancora provato, fatelo!

7th Continent

Aspettato per mesi e mesi dopo una campagna Kickstarter enorme (una parte del gioco la stiamo ancora aspettando), quando è finalmente arrivato ero onestamente super speranzoso e in ansia per questo giocone su cui avevo grandi aspettative e avevo fantasticato a lunghissimo.

Abbiamo iniziato a giocarlo e ci è subito piaciuta la meccanica, il mistero di quello che poteva accaderci e il fatto che magari uno degli avventurieri poteva per pura fortuna fare la mossa giusta e trovare un oggetto importantissimo, mentre un’altro più sfigato poteva scegliere la strada sbagliata e finire malissimo.
La primissima partita, superato lo scoglio dell’inglese e delle regole, è andata via bene.
Poi però è arrivato il momento di salvare.
Come per magia la preziosa mappa rivelata col sudore della fronte, svanisce nel nulla… e tutti i personaggi si ritrovano su un singolo quadratino circondati dalla nebbia.
Disegnarci una mappa ci sembrava uno sbattone incredibile e ci siamo detti: “ma dai ci ricordiamo…!”. Errore numero 1.
Quello era il periodo post Modena Play, c’erano un sacco di giochi da provare in associazione, così tra una partita e l’altra passavano 2 settimane comode. Errore numero 2.
Inoltre a gioco inoltrato ci siamo accorti che molti dei giocatori non erano così entusiasti e fedeli come un gioco del genere richiede, durante la partita erano poco attenti e storcevano il naso quando lo proponevo. E questo è stato lo strike numero 3.

🏓 La domanda in questo caso non è perché mi ha colpito, ma cosa ha colpito. Il mio portafoglio.

Azul & Sagrada

Li unisco, anche se so che sono due giochi diversi per tanti aspetti.
Uno è un astratto puro e l’altro è un gioco di dadi.
Quello che però li accomuna è lo strano “modus operandi” che si è creato nei giocatori attorno a me che dovendo dare un parere su uno usavano come paragone l’altro.
“Tra i due preferisco Sagrada”
“Almeno Azul non è un gioco di dadi” eccetera.
Forse le tempistiche di arrivo sul mercato così ravvicinate hanno aiutato a farli sembrare una “sfida” tra case editrici; il che a mio parere ha forse giovato ad entrambe.

Lo scopo del gioco è scegliere dal tavolo un pezzo, estratto casualmente, e posizionarlo su una griglia più o meno fissa cercando di incastrare combo e lasciare meno spazi vuoti possibili.

Si possono descrivere entrambi con le stesse parole!
Eppure giocando il feeling dei due titoli è completamente diverso: Sagrada è più strategico e tendenzialmente è più facile commettere errori, Azul invece ha una componentistica di tutte rispetto, che rende il gioco piacevole ala vista e al tatto, ma le mosse degli avversari sono più facilmente prevedibili.

🔫 Mi hanno colpito perché sono stati un grande successo editoriale e perché ,più che per altri giochi, ho visto entusiasmo quando vengono proposti al tavolo.

Rising Sun

È stato uno dei titoli più chiacchierati su blog, pagine e gruppi facebook e chat di whatsapp per settimane e settimane, tanto da invogliarmi a provarlo a tutti i costi, anche spinto dalla curiosità per una grafica che, senza dubbi, è una delle migliori di quest’anno. Soprattutto per uno appena tornato dal Giappone 😜.
Come succede spesso rientra nella categoria dei giochi provati una sola volta e per questo (come faccio quasi sempre) mi guardo bene dal dare un giudizio; quello che posso affermare con sicurezza è che la parte diplomatica così libera da vincoli (sia in termini di regole di gioco, che di regole morali 😅) mi ha divertito molto e se giocato con persone avvezze a calarsi nel ruolo, può dare davvero tanto in termini di esperienza di gioco.
Per il resto il gioco mi è sembrato sicuramente valido.
Mi permetto di dire che se fosse necessario (e non lo è) scegliere tra Scythe e Rising Sun continuerei a preferire il primo.

🏏 Ciò che mi ha colpito è il multi-livello di “bastardaggine” in cui trascina i partecipanti alla partita.

Plagio

Esistono giochi che segui dall’annuncio dell’editore, poi guardi i video tutorial degli youtuber che lo ricevono in anticipo e infine lo acquisti che sai già le regole, ma ti delude malamente.
Con plagio è successo l’esatto opposto. Acquistato, a scatola chiusa alla Famiglia Cooperativa di Pinzolo per puro caso, senza neanche leggere una descrizione.😅
Il gioco funziona al meglio con almeno 6 o 7 partecipanti; a turno il narratore legge un frase parziale di un libro e tutti gli altri devono completarla cercando di essere i più attinenti possibili con l’originale che ovviamente non si conosce quasi mai, perchè alla fine il narratore rileggerà tutte le proposte dei giocatori insieme a quella originale e ognuno dei “finti scrittori” dovrà votare quale, a suo parere, è la frase autentica tratta dal libro.
Tra i miei amici ha di gran lunga sbancato come party game dell’anno. Le situazioni che si creano alla lettura delle possibili conclusioni della citazione sono spassosissime.

🏹 Mi ha colpito alla sprovvista! Con un colpo di fortuna.

Architetti del regno occidentale

Ho già parlato nel dettaglio della prima partita a questo gioco nella mia pagina facebook.
Per quanto mi riguarda lo annovero già a pieno titolo nei nuovi classici, soprattutto grazie alla simpatica meccanica di recupero dei lavoratori tramite rapimento.
Attendo con ansia le future espansioni (la prima, Paladini del Regno occidentale, già in arrivo su Kickstarter a Marzo)

🏑 Di questo gioco mi ha colpito la capacità di chi l’ha concepito di mettere bene in equilibrio la semplicità delle meccaniche e la profondità e variabilità delle strategie. (Il tutto in una scatola molto contenuta, il che non guasta)

Unlock

I giochi tipo escape room, hanno avuto un vero boom quest’anno. Le case editrici si sono rincorse a farne uscire uno diverso tutti i mesi. E io li ho presi quasi tutti. 😝
Unlock è tra gli altri, quello a mio parere più immersivo, vario e con spunti divertenti che esulano un po’ dalla semplice (e a lungo andare noiosa) meccanica della risoluzione degli enigmi.
Non posso dire molto altro senza spoilerare.
Vi posso però consigliare di superare il limite psicologico del “lo giochi una volta sola e poi lo puoi anche buttare” e di comprane uno di qualsiasi casa editrice, sono comunque tutti belli.

🥊 Quel che mi ha colpito è la sfida che si crea tra i giocatori che anche se in un cooperativo, cercano disperatamente di essere i primi a risolvere i rompicapo.

Level 9

Questa è una menzione speciale. L’abbiamo provato in tempi non sospetti e ci è piaciuto subito.
Poi appena preso sembrava fosse destinato a passare in osservato e che non piacesse a nessuno.
Peccato, ho pensato, per me era una piccola perla che mi faceva tornare in mente il tetris di quando ero bambino.
Poi per qualche strano motivo in associazione è partito il trip, soprattutto fra i più giovano, e ci si giocava spesso a fine serata quando si ha ancora qualche minuto prima della chiusura.
Così, da lì il passo è stato breve a realizzarne una versione gigante per Giocacon, che è stata un successo di critica. (Sulla pagina ufficiale che vi linko potete trovare le foto).

🎾 Cosa mi ha colpito? Il fatto che una volta tanto ho indovinato un gioco divertente prima degli altri… sto diventando influencer ? 🤣

Fatemi sapere sulla mia pagina Il Giocatore da tavolo sfortunato in Amore, quali sono stati i vostri giochi dell’anno e perché vi hanno colpito!

Grafico e designer di lavoro, ma appassionato di giochi da tavolo nella vita privata. Sono deciso a trasmettere la mia passione al mondo intero!💪🏻

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Lost Password

Sign Up

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: