Recensione T.I.M.E Stories

Recensione T.I.M.E Stories

Proseguono i sondaggi sulla nostra pagina Facebook! Ogni settimana, infatti, vi proponiamo almeno 2 giochi della stessa Casa editrice e vi chiediamo quale gioco recensire.

Questa settimana era il turno di Asmodee:

A grande richiesta vi parleremo di T.I.M.E Stories, gioco del 2016 ancora molto di moda, grazie alle sue numerose espansioni. Oggi ve ne parliamo completamente SPOILER FREE

Spesso, su forum e social, gli appassionati sono divisi nettamente in due: c’è chi adora questo gioco e chi lo odia! Posizioni molto nette date, sicuramente, dalla struttura e dalla tipologia del gioco stesso.

Nominato al Kennerspiel des Jahres nel 2016, T.I.M.E Stories ci introduce un modo di giocare particolare, reinventandosi il gioco a scenari.

La scatola base, infatti, può essere paragonata ad una consolle da videogioco, e i vari scenari delle “cartucce” sempre di videogames. Il concetto è semplice, in effetti, la scatola base ti fornisce tutto il materiale per giocare ma di per sé non è un gioco: ha infatti bisogno degli scenari per funzionare.

L’ambientazione “base” è molto semplice: i giocatori sono un gruppo di agenti temporali che devono tornare indietro in varie ere e situazioni per risolvere alcuni problemi legati al continuum spazio-temporale. Alcune missioni porteranno i giocatori indietro anche in universi alternativi.

Componenti

 

I componenti del gioco sono:

  • una plancia molto grande con gli spazi adeguati per ospitare tutte le tipologie di carte che possono essere presenti in uno scenario;
  • la track delle Unità Temporali;
  • dadi;
  • segnalini di 4 colori;
  • segnalini scudo;
  • piloncini piccoli e grandi per segnalare dove sono i vari giocatori, e il gruppo;
  • talloncini con colori e forme diverse, che verranno usati in maniera differente in base allo scenario.

Meccanica di gioco

I giocatori aprono il mazzo scenario e ne seguono le istruzioni. Avranno un certo numero di Unità Temporali, per risolvere lo scenario. Ogni volta che una locazione si apre, i giocatori possono disporsi nei vari luoghi della locazione stessa, rappresentati dalle diverse carte. Spostarsi da una carta all’altra costa UT, spostarsi (obbligatoriamente di gruppo) da una locazione all’altra costa UT, fare azioni costa UT. Se le UT temporali finiscono, succede qualcosa.

Le prove si eseguono tirando alcuni dadi: ciascuna prova infatti ha un numero di successi per essere compiuta e un’abilità chiave; i giocatori che vogliono svolgere l’azione, oltre a dover essere sulla carta giusta dovranno tirare un numero di dadi basati sulla abilità posseduta. Ogni successo rimuove uno scudo (che indica la difficoltà della prova, più scudi ci sono più la prova è difficile), se gli scudi terminano la prova è superata.
Ci sono alcuni scudi che hanno abilità speciali, tipo danneggiare i personaggi, far perdere UT, ecc… Questi scudi vengono tolti per ultimi e rendono la prova ancora più complicata.

Mediamente uno scenario è composto da più incursioni, cioè quando arrivate a 0 UT tornerete all’agenzia temporale e verrete rimandati indietro nel tempo; negli scenari ci sono alcune carte che potrete portare con voi tra uno scenario e l’altro.

Scenario base

Lo scenario base si chiama ASYLUM ed è ambientato in un manicomio del 1921. Qualunque indicazione possiamo darvi sullo scenario sarebbe ovviamente un grande spoiler, quindi eviteremo. Ma, se avete già giocato questa avventura, o se non avete paura di spoiler, potete trovarla nel dettaglio nel nostro articolo sui Giochi Svelati.

Pregi e difetti

In giro su internet si trovano principalmente due criticità molto sentite, proverò ad analizzarle:

1. Prezzo / longevità

Attualmente il gioco base si attesta sui 45,00 € e le espansioni attorno ai 25,00 € (fonte amazon.it), non è mia abitudine discutere di prezzi e costi dei giochi, infatti ritengo che ogni casa editrice faccia i suoi conti, e che il mercato premi chi azzecca i prezzi. Attualmente, tutto ciò che è stato pubblicato in Italiano, somma quindi 145,00 € che diviso 5 serate di gioco per 4 giocatori, fan 7,25 € a testa. Tanti, pochi? A voi la sentenza.

2. Il loop

Ho letto molte critiche su questa meccanica, personalmente invece la ritengo il punto forte del gioco. Per risolvere ogni missione, infatti, i giocatori dovranno “resettare” il gioco una o più volte, andando a riesplorare zone già viste o fatti già conosciuti. Per molti giocatori si è rivelato una delusione, per il sottoscritto, invece, si è rivelato il vero punto di forza del gioco. La possibilità di tornare indietro, come nei film, e di riesplodere alcuni pezzi già sapendo cosa succede, evitando trappole e vicoli ciechi, oppure creando piccoli paradossi rende il gioco molto realistico, per quanto un gioco sui viaggi nel tempo possa esserlo. Trovare una chiave che serviva mezz’ora prima, resettare il tempo mantenendola per poi usarla, a me diverte molto.

Qui poi si sono aperte alcune scuole di pensiero, c’è chi si segna tutto, chi va solo a memoria, ecc… Ognuno, ritengo, giochi come più lo diverte!

Concludendo

Se vi piacciono i giochi investigativi/esplorativi, se non vi spaventano i giochi con storie one-shot, se frequentavate con passione i campionati GdR, questo è il gioco che fa per voi!


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Faccio mie parole di altri. Così mi descrivono su Lega Nerd :) "Una persona guidata da due concetti straordinariamente positivi: stare insieme e giocare. Era dunque inevitabile che in gioventù fosse uno dei principali promotori di iniziative con l’associazione Amici Ludici di Mantova. Se il suo incarico da educatore lo mantiene attivo sul lato sociale, il suo impegno con l’app Il Gioco lo tiene estremamente impegnato in ambito ludico. Sua infatti la mente e la “penna” dietro molte delle anteprime che leggiamo sui nostri smartphone tutti i giorni, che lo rendono un importante influencer in ambito nazionale. Chi temeva che la paternità lo fermasse, dopo averlo visto presenziare alle più importanti fiere internazionali con pargolo al seguito, si è potuto ricredere!"

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