Le cinque campagne Kickstarter da evitare

Le cinque campagne Kickstarter da evitare

Facciamo una premessa: Kickstarter è una cosa bellissima, anche e (per quanto ci riguarda) soprattutto per i giochi da tavolo. Ci sono un sacco di giochi, anche molto belli, che senza Kickstarter non sarebbero mai potuti esistere: parliamo di robetta come Scythe (settimo posto nella classifica di Boardgame Geek, mica panelle) e Blood Rage (29° posto), nonché di versioni “di pregio” di giochi già esistenti, come le nuovissime edizioni di Brass. Oltre a questo, il fatto di sapersi sostenitori di un progetto ludico è sempre fonte di orgoglio (ne sa qualcosa il sottoscritto, che di campagne Kickstarter ne ha finanziate giusto dueddue).

Il profilo Kickstarter dell’autore. Immagine via Kickstarter (www.kickstarter.com)

Nota bene: Questo articolo dà per scontato che il lettore abbia almeno una vaga idea di cosa siano e di come funzionino Kickstarter e il crowdfunding in generale. Nel caso questo non sia il vostro caso, vi rimandiamo a un utile video informativo sull’argomento.

Tuttavia, è anche vero che Kickstarter (ma questo vale per tutto il mondo del crowdfunding) non è un luogo privo di ombre, all’interno delle quali si annidano progetti rischiosi pronti a fagocitare il denaro di sostenitori ignari. Sebbene la maggior parte di questi rischi si trovino nel settore dei videogiochi (addirittura, qualcuno ha dedicato una serie di video su YouTube all’argomento), anche i nostri amati giochi da tavolo non ne sono esenti (coff coff Heroquest 25 coff coff). Questo articolo vuole essere un modo per aiutarvi a riconoscere ed evitare questi pericoli.

Bisogna fare, però un paio di premesse. La prima è che questi consigli non sono esaustivi: ci saranno sicuramente degli esempi che non ci sono venuti in mente, come ci saranno aspiranti truffatori talmente bravi da non far suonare nessuno di questi campanelli d’allarme e riuscire comunque a ingannarvi. Facciamo il possibile, ma non siamo perfetti.

La seconda premessa è che la presenza di alcune di queste “bandiere rosse” (nel senso di “divieto di balneazione”, non di “avanti popolo, alla riscossa”) non significa necessariamente che ci troviamo di fronte a una campagna truffaldina: a volte, cose come una descrizione del progetto scarna o testi scritti in un inglese imperfetto possono essere dovuti a onesta incompetenza piuttosto che a un intento sinistro. Come in ogni cosa, il giudizio e il buonsenso individuali sono fondamentali.

Detto questo, partiamo! Ecco a voi Le cinque campagne Kickstarter da evitare.

Dobbiamo insospettirci di una campagna Kickstarter se…

1) Il creatore della campagna ha una pessima reputazione

Quando ci avviciniamo a una campagna Kickstarter, la prima cosa che dovremmo fare sarebbe dare un’occhiata a chi l’ha creata. Se si tratta di un creatore alle prime armi, naturalmente, non troveremo molte informazioni; ma se il creatore della campagna ha realizzato altri progetti, sarebbe bene informarsi e verificare se i “clienti” precedenti sono rimasti soddisfatti o meno. Se il creatore ha alle spalle una storia di ritardi, prodotti difettati, pessima assistenza o simili, forse è meglio lasciar perdere.

Nel caso di creatori alle prime armi, inoltre, un minimo di prudenza va sempre esercitata: in fondo, non sappiamo per certo se queste persone siano in grado di fare un buon lavoro. È anche vero, però, che se tutti ragionassero in questo modo, ben poco sarebbe stato mai finanziato su Kickstarter; qui, più che in tutti gli altri casi descritti in questo articolo, è fondamentale applicare un po’ di buonsenso.

2) Il creatore della campagna mente ai potenziali finanziatori

Questo dovrebbe essere ovvio, ma lo diciamo lo stesso: chi mente è una persona disonesta. E con le persone disoneste è meglio non avere a che fare. Non sempre è facile distinguere la verità dalle menzogne, o anche solo capire quando bisognerebbe insospettirsi, ma un’occhiata ai commenti o ai forum di Boardgame Geek può consentire di trovare informazioni utili grazie a chi, magari, ha già indagato.

In particolare, è buona norma evitare coloro che forniscono informazioni errate allo scopo di aggirare le regole di Kickstarter. Un esempio è quello di “Overturn: Rising Sands”: la campagna per questo gioco fu sospesa da Kickstarter in seguito a una serie di denunce, una delle quali si concentrava proprio sul fatto che dietro alla presunta ditta canadese che avrebbe dovuto realizzare il gioco si celavano alcuni cittadini del Pakistan. Peccato che i cittadini del Pakistan non possano creare campagne su Kickstarter. Ovviamente, in molti si sono chiesti: se queste persone sono disposte a violare le regole di Kickstarter, cos’altro sarebbero disposte a fare? Oltre a copiare le regole di altri giochi esistenti, si intende.

Altri casi in cui bisognerebbe insospettirsi sono quelli in cui chi ha creato la campagna fa dichiarazioni di cui non fornisce la minima prova: tutti sono capaci a promettere 100 miniature, 500 carte e il manuale rilegato in pelle di tirannosauro, ma se chi fa queste promesse non vi fa vedere nemmeno un render 3D, potrebbe esserci sotto qualcosa.

3) Il creatore non sa esprimersi nella lingua che utilizza

Come ben sa chiunque abbia utilizzato la posta elettronica negli ultimi vent’anni, se qualcuno si rivolge a voi promettendovi meraviglie, ma non sa nemmeno usare la lingua in cui vi parla, è possibile che ci sia qualcosa sotto. Soprattutto quando questa persona vi chiede dei soldi. Diffidate sempre dei creatori che non sanno descrivere il loro progetto in un inglese passabile, soprattutto se costoro sostengono di provenire da Paesi dove l’inglese è la lingua ufficiale; anche nel caso non si tratti di madrelingua, qualunque editore serio farà revisionare i suoi testi da persone competenti sotto il profilo linguistico, in modo da assicurarne la leggibilità. Non stiamo parlando, naturalmente, dei piccoli errori che può fare chi non ha l’inglese come propria lingua madre (è il caso della Awaken Realms, i cui prodotti finali sono peraltro sempre curatissimi dal punto di vista linguistico), ma di strafalcioni numerosi e gravi, tipici di chi ha utilizzato un traduttore automatico. Pensateci: se una persona non è professionale nel presentare la propria idea, chi vi dice che lo sarà nel realizzarla?

Naturalmente, quanto detto sopra non vale solo per l’inglese: a un creatore italiano si perdonerà qualche inesattezza nell’uso della lingua di Albione, ma se anche il testo in lingua italiana è pieno di errori, i sospetti potrebbero essere più che fondati.

4) Il creatore utilizza proprietà intellettuali che non gli appartengono e per cui non possiede licenze

Qui si va a colpo sicuro: se il progetto riguarda un gioco basato su una famosa proprietà intellettuale (che ne so, i supereroi Marvel) e il creatore del progetto non è riconducibile a chi detiene i diritti della proprietà intellettuale in questione, né può dimostrare di aver ottenuto una licenza da chi li detiene, siamo di fronte a una fregatura. Nell’improbabile caso in cui la campagna vada a buon fine, il progetto verrà quasi certamente bloccato da diffide e cause legali, con buona pace dei sostenitori (che saranno costretti ad attivarsi per conto proprio per recuperare i soldi). Quando vi trovate di fronte a un progetto del genere, la cosa migliore da fare è non sostenerlo e segnalarlo a Kickstarter tramite l’apposito pulsante.

Qualche tempo fa, mi sono trovato io stesso di fronte a un progetto del genere. Eravamo all’apice del successo di Pokemon Go e qualcuno aveva avuto la bella pensata di aprire una campagna di finanziamento per un gioco “basato” sulla app in questione. Peccato che il creatore in questione fosse un tizio qualsiasi, senza nessun legame con i produttori della app, e che le “carte” fossero screenshot del gioco leggermente modificati. Addirittura, il creatore stesso indicava, alla voce “Rischi e Ostacoli”, la possibilità che i detentori dei diritti bloccassero la produzione del gioco! Manco a dirlo, la campagna è stata chiusa pochi giorni dopo (presumibilmente da Kickstarter).

5) Il creatore è reticente a fornire informazioni rilevanti sul progetto

Diffidate sempre di chi fornisce poche informazioni sul gioco che vi chiede di finanziare. Un creatore serio mette a disposizione fin dall’inizio della campagna almeno una descrizione mediamente dettagliata del gioco e qualche immagine delle componenti, anche solo in forma di prototipo. Meglio ancora sarebbe avere a disposizione una bozza del regolamento e dei video (possibilmente non sponsorizzati) che illustrino il funzionamento del gioco. Una buona campagna Kickstarter dovrebbe inoltre descrivere nel dettaglio cosa il creatore farà nel caso la campagna abbia successo (ad esempio: “Dopo la fine della raccolta fondi, stapperemo una bottiglia e ci ubriacheremo. Dopo esserci ripresi, attenderemo che Kickstarter ci trasferisca il denaro raccolto e apriremo il pledge manager. La produzione dovrebbe cominciare entro nove settimane e concludersi entro diciassette, dopodiché…” ecc ecc) e i possibili intoppi a cui il progetto potrebbe andare incontro.

Diffidate sempre delle campagne troppo vaghe, che non descrivono il gioco se non per sommi capi e che non mostrano immagini (nemmeno in forma di render 3D) del gioco: nel migliore dei casi, ci troviamo di fronte a creatori poco capaci di comunicare, o persino incompetenti (il creatore ha solo idee vaghe, che non sa come realizzare). Nel peggiore, a una vera e propria truffa. Caveat emptor!

 

Fatte tutte queste premesse, è importante ricordare che Kickstarter, nonostante quello che potrebbe sembrare, non è un luogo pericoloso: la stragrande maggioranza delle campagne è l’onesta proposta di creatori onesti, che vogliono realizzare le proprie idee. Solo voi potete decidere cosa vale il vostro denaro e per cosa, eventualmente, vale la pena di correre rischi. Quello che vi consigliamo è di non lasciarvi scoraggiare a priori, ma di informarvi e di leggere le campagne che vi interessano in maniera attenta e intelligente. In questo modo, potrete sostenere progetti meritevoli e, al tempo stesso, evitare di perdere denaro.

 

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