La fine delle amicizie al tavolo

giochi che mettono zizzania

La fine delle amicizie al tavolo

Scrivo sempre che i giochi da tavolo dovrebbero unire le persone, dovrebbero portare 4/5 amici attorno ad un tavolo per qualche ora di divertimento spensierato, che il gioco è un gioco e bisogna sempre inquadrarlo all’interno del paradigma “l’importante è partecipare”.

Poi però bisogna fare i conti con la realtà.

Esistono dei giochi che riescono a tirare fuori il peggio delle persone.

Vi faccio un esempio su tutti: Il trono di Spade.Se l’intento degli autori era quello di ricreare l’acredine del libro prima, e della serie televisiva poi, la missione è decisamente compiuta.Quando si apre la scatola per setuppare (cioè disporre le componenti di gioco al loro posto), il clima è sempre disteso, ci si distribuiscono le cose da fare: chi mescola le carte, chi sistema il tabellone, chi assegna ad ognuno le pedine del proprio colore; tutti sorridono e sono contenti.
Ma chi ha giocato almeno una partita sa che il momento dell’Assegnazione degli ordini è per l’amicizia delle persone lo spartiacque tra il prima e il dopo; quando quello che consideri un amico rivela il token ordine di movimento, con il quale dichiara di aver tradito la parola data, e ti attacca, le regole della normale convivenza civile vengono meno.
Si va oltre la semplice competizione, che emerge da qualunque titolo, e si passa direttamente all’affronto personale.
Ovviamente parlo per me, ma da quel poco che ho potuto capire e vedere mi sembra che sia un po’ così per tutti. Non si possono fare due partite di fila al Trono di Spade con gli stessi giocatori.

Ci vuole un periodo cuscinetto di riconciliazione.

In generale giochi di questo tipo sono spesso vettori di zizzania, a partire dall’arcaico Risiko, al più recente Mare Nostrum, fino a Scythe (in quantità un po’ minore, perché di fatto in una intera partita possono anche non esserci sgambetti tra giocatori).

Altra cosa sono invece i giochi così detti “in cui ci si pesta molto i piedi”.
Sono solitamente dei German, in cui le scelte che si possono fare sono poche e i giocatori si sfidano in velocità per accaparrarsi il meglio sul tavolo (l’ho fatta breve).
Anche questi sono potenziali bombe ad orologeria.

La scena è circa questa: mentre un giocatore sta svolgendo il proprio turno, un’altro lo fissa come uno stalker, il volto teso in uno sguardo di tensione misto a terrore; poi accade ciò che è più prevedibile, il primo giocatore, in un qualsiasi modo, rovina i piani del secondo.Si rischia il rovesciamento del tavolo. Scene di isteria. Promesse di vendetta. Ricatti. E nei casi peggiori, insulti gratuiti.La sua partita dipendeva solo da quella mossa che aveva covato per innumerevoli turni.

La prima cosa che mi viene in mente è Tzolk’in con la sua particolarissima meccanica di selezione delle azioni: bella, ma infame. Il primo giocatore ha disposizione tutte le mosse che vuole al minimo del costo di mais (la valuta del gioco), e può anche scegliere di mettere i bastoni tra le ruote (parola scelta non a caso) agli altri, che devono accontentarsi delle briciole.

Chi non ha mai provato istinti omicida giocando Food Chain Magnate, quando ti piazzano la pubblicità di una bevanda o di un pietanza che non produci accanto al ristorante su cui hai puntato tutta la partita?

Ma gli esempi sono tanti e vorrei sapere anche quali sono i vostri. Mi piacerebbe se mi raccontaste la partita in cui avete perso per sempre un amico/a, se vi va venitemi a trovare sulla mia pagina Il Giocatore da Tavolo sfortunato in Amore

Grafico e designer di lavoro, ma appassionato di giochi da tavolo nella vita privata. Sono deciso a trasmettere la mia passione al mondo intero!💪🏻

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