Imbustatori seriali

la psicosi più diffusa tra i giocatori da tavolo

Imbustatori seriali

In molti credono che i giochi da tavolo al giorno d’oggi costino molto; in molti casi è vero.
Per questo nei giocatori più ossessivi (considerate una percentuale del 95%) scatta un meccanismo di difesa dell’agognato tesoro da “agenti esterni” che ne possano deteriorare la perfezione.

Sulla lista nera dei giocatori, gli acerrimi nemici sono due: le patatine, quando gli amici si presentano ad una serata ludica con dei pacchetti di patatine il battito cardiaco del proprietario di casa inizia ad accelerare, l’immagine delle loro dita unte e bisunte sulle componenti linde e intonse fa capolino nella mente del proprietario provocandogli un sussulto quasi percepibile a occhio nudo. Per contrastare questo quadretto dell’orrore allestisce immediatamente un tavolo ausiliario lontano almeno 3 metri da quello di gioco, su cui confina quelle fritte stronzette affiancate da rotoli di carta assorbente, disinfettante per mani e guanti in lattice.
Altro discorso invece per le bibite: l’improvviso rovesciamento di coca cola o birra sul tavolo con relativo effetto slow motion del padrone di casa che allungando la mano verso la bottiglia urla “NOOOOO”; ma è troppo tardi, e una macchia appiccicaticcia si allarga sul tabellone, sulle carte e sulle miniature pazientemente colorate.

Per questi motivi e per evitare queste spiacevoli situazioni, si adottano strategie di protezione: la strategia più diffusa è aggiungere una bustina alle carte, la componente più in pericolo dei giochi.
Il problema di questa strategia è il costo, che dipende dal numero di carte contenute nel gioco stesso; se, per esempio, si decidesse di imbustare 7th Continent probabilmente si spenderebbe più di buste che del gioco.

Secondo problema è il tempo.
Preferisci giocare oppure passare tutto il pomeriggio a inserire carte dentro a involucri di plastica?

C’è da aggiungere che i veri amanti di questa pratica (catartica e quasi sessuale direi) sviluppano anche un attaccamento alle bustine, tanto da decidere di imbustare le bustine stesse con buste più grandi. Questo per garantire la doppia sicurezza della carta e (segretamente) per tutelare l’amica bustina n°1.

Dei pazzi completi.

Lo stadio ultimo della follia è la plastificazione.
Il metodo è così soddisfacente che ci si fa prendere la mano e si plastifica tutto, il gioco diventa come quel divano a casa della nonna, che non è mai stato estratto dall rivestimento di nylon protettivo. Sicuro sì, ma un tantino asettico.

Faccio parte, lo confesso, di quella piccola parte di giocatori, gelosi delle proprie scatole (considerate che non ho mai avuto il coraggio di strappare le carte di Pandemic Legacy), ma sono anche amante del vivere il gioco a contatto con i materiali così come sono stati pensati. Non mi turba vedere un mazzetto di carte vagamente usurato, mi ricorda il mazzo da briscola di quando da piccolo giocavo con la mia famiglia a Natale.

Voi? Da che parte delle bustina siete?

Il giocatore da tavolo sfortunato in amore

Grafico e designer di lavoro, ma appassionato di giochi da tavolo nella vita privata. Sono deciso a trasmettere la mia passione al mondo intero!💪🏻

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