Il racconto di Natale

i fantasmi dei giochi da tavolo

Il racconto di Natale

Ero nel letto, finalmente potevo riposare dopo l’epopea culinaria della vigilia di Natale. Il silenzio fu rotto però da rumori provenienti dal piano di sotto, ciondolando in pigiama decisi di andare a vedere cosa succedeva.

Al tavolo del salone illuminato solo dalle luci dell’albero di Natale era seduto un uomo vecchio, con i vestiti sgualciti tenuti insieme da strisce di scotch, stava sistemando sul piano il tabellone di un gioco che riconobbi immediatamente.
“Perché stai preparando una partita a Monopoly?” gli chiesi avvicinandomi.
“Perché non vuoi più giocare con me, sono costretto a farlo di nascosto, da solo. Ti sei dimenticato come ci divertivamo?”
“Non ti conosco, non credo di averti mai visto!” obiettai sedendomi al tavolo.
“Sono il fantasma dei giochi da tavolo dei Natali passati, una volta ti piaceva giocare con me a Monopoly e Risiko, durante le feste obbligavi amici e parenti a  fare una partita, ero tutto il tuo mondo dei giochi in scatola. Poi col tempo ti sei dimenticato di me, hai lasciato le mie scatole sulle mensole a prendere polvere, mi hai sostituito con i giochi “moderni” e mi ha deriso sui social network.”
“Mi dispiace, davvero, non volevo offenderti, potremmo recuperare ora…”
Dalla stanza vicina si levò un rumore di scatole e componenti di gioco che cadevano a terra.
“Vai” si congedò il fantasma “forse c’è qualcun’ altro per te”.

Entrando nello studio, dove tengo la mia collezione, vi trovai un giovane alto e magro, il volto scavato e attraversato da spasmi e tic nervosi. Stava convulsamente aprendo, a una a una, le mie scatole, leggendo velocemente il regolamento per poi buttare tutto a terra e passare ad un altro titolo.
Mi avventai su di lui cercando di fermarlo gridandogli “Che cosa stai facendo?!”
“Fa-fa-faccio quello che fa-fa-facciamo sempre: sto giocando!” Dicendo questo rovesciò sottosopra la scatola di Pandemia spargendo sul pavimento carte e cubetti colorati.
“Ma non è vero, per prima cosa io non ti conosco e non ho mai giocato insieme a te, e poi non è così che si gioca!” Mi chinai per raccogliere il possibile da terra.
“Io sono il fa-fa-fantasma dei giochi da tavolo del Natale presente, ed è proprio così che giochiamo, leggendo sommariamente il regolamento, al limite guardando un video tutorial su youtube, per poi fa-fa-fare una partita o due e infine dimenticarci di quel titolo fino a buttarlo per fa-fa-fare spazio a qualcosa di nuovo” seduto sul parquet della stanza e abbracciato al tabellone di Pandemia, rimasi muto davanti a quanto mi stava dicendo quel fantasma.
Perchè era la verità.

Lo lasciai solo a continuare quello che stava facendo e decisi di tornare a dormire, salendo le scale notai una luce intensa che proveniva dall’esterno, fuori dalla finestra ai piedi del letto; mi accostai per vedere meglio, e quello che vidi fu come un miraggio, una bellissima donna che emanava una luce così forte che accecava quasi gli occhi, eterea come un ologramma e con uno sguardo di sfida, quasi a volermi perculare.
“E tu chi sei, adesso, cosa altro ho combinato?” dissi, in fondo volevo solo tornarmene a letto.
“Tranquillo, non hai combinato nulla, anzi forse con me non combinerai mai niente… io sono il fantasma dei giochi da tavolo dei Natali futuri, e no, il tuo Kickstarter non arriverà mai!”
Detto questo si voltò e sparì nel nulla.

Quando mi svegliai la mattina di Natale, per prima cosa rimproverai me stesso di aver esagerato a tavola la sera prima, poi corsi nello studio, dove ogni cosa era al suo posto e tirai un sospiro di sollievo.
In un ripiano in disparte, un po’ in basso, un po’ in ombra e un po’ impolverata, c’era la mia copia “vintage” di Monopoly, la presi e la portai nel salone insieme a qualche altro titolo leggero, chissà magari qualcuno avrebbe voluto giocarci.

Il giocatore da tavolo sfortunato in amore

Grafico e designer di lavoro, ma appassionato di giochi da tavolo nella vita privata. Sono deciso a trasmettere la mia passione al mondo intero!💪🏻

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