Kingsburg the Dice Game Review

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Kingsburg the Dice Game
Review

Un gioco di dadi di un gioco di dadi? Si può fare? Secondo coppia Chiarvesio-Giove si. Scopriamo se è vero!

Anno di Pubblicazione:Genere:, , Autore:, Casa Editrice:Età:, , , , , , , , Tempo di Gioco:, , Numero Giocatori:, , ,

Componenti

Gameplay

Lo scopo di Kinsburg the Dice Game è quello di totalizzare il maggior numero di Punti Vittoria.
All’inizio della partita ciascun giocatore riceve un foglio dal blocco, poi il primo giocatore riceve anche la plancia con la Corte di Re Tritus e i 5 dadi bianchi.

Al proprio turno il giocatore lancia i dadi in proprio possesso, poi può lanciarli più e più volte finché desidera, ha però l’obbligo di mettere da parte tutti i risultati “Clessidra”; poi deve applicare i risultati dei dadi.

Per ogni clessidra il giocatore deve annerire una casella tempo sulla propria scheda. Ogni coppia di dadi col simbolo Truppe fa annerire 2 caselle nel tracciato delle truppe. Per ogni coppia di Corone, invece, serve per ottenere uno dei segnalini speciali, mentre una singola può servire per costruire alcuni tipi di edifici. Infine le facce numerate: si possono distribuire i dadi numerati su una o più caselle della plancia, rispettando il fatto che il dado o la somma dei dadi sia uguale al numero riportato sulla casella stessa. Ad esempio, se ho un “1” e un “3”, posso occupare le caselle 1 e 3 oppure solo la casella 4. La plancia giocatore, principalmente, da accesso a delle risorse le quali serviranno ai giocatori per costruire i propri edifici. In ogni turno un giocatore può costruire solo 1 edificio a turno. Gli edifici di categoria 3 sono speciali, ed ogni giocatore può costruirne al massimo 2, quando ne costruisce 1 gli altri giocatori devono cancellare lo stesso edificio dalla propria scheda. L’altro modo per rifornirsi di risorse è costruire alcuni edifici, i quali ne forniscono una a turno.

Se in un turno si anneriscono tutte le caselle di un determinato anno (il gioco è diviso in 3 anni), il giocatore dovrà affrontare l’invasione! Se il numero di truppe (caselle annerite nel tracciato truppe) è superiore al valore degli invasori, il giocatore ottiene i punti vittoria indicati. In caso negativo, invece, il giocatore deve distruggere l’edificio col valore più alto.

Nel momento in cui un giocatore ha annerito l’ultima casella sul tracciato del tempo la sua partita termina (affrontando l’ultima invasione), gli altri giocatori avranno solo un turno di gioco e poi termineranno anche la propria partita. A questo punto i giocatori sommano i punti vittoria dati dagli edifici costruiti e dalle invasioni affrontate; chi ha più punti vittoria, vince.

La mia impressione

Ho sempre apprezzato Kingsburg, uno dei primi giochi da tavolo “moderni” che ho provato, ormai diversi anni fa.
L’aspetto che mi ha colpito, in ogni partita, era quanto le azioni dei giocatori riuscissero – pian piano – a migliorare il controllo sull’alea, e quindi sul tiro di dado in se. Grazie ad un sistema di bonus, ritiri, e aggiustamenti vari man mano che la partita avanzava riuscivi a controllare sempre più i dadi e fare ciò che volevi.

Nella versione Dice Game questo aspetto è ancora presente, infatti è difficile non fare il risultato che si vuole ottenere. I bonus ottenuti dai vari edifici, in aggiunta ai segnalini, riescono a darti comunque un senso di controllo sul gioco, nonostante i dadi.
Forse fin troppo? Ad un primo esame la risposta sembrerebbe proprio essere si.
Durante le prime partite inizi a capire che il risultato che dovresti non volere, la clessidra, pian piano si trasforma nel risultato che vuoi disperatamente ottenere, perché, se sei in vantaggio, vorresti chiudere ma non riesci. E allora il controllo di cui parlavo sopra? É lì che entra in gioco il senso di stupore e il “colpo di genio” vero di questo gioco. Dopo le prime partite il gioco stesso si trasforma, si modifica ed ad un esame più approfondito, diventa ancora più appassionante.
Fare la “partita perfetta” è abbastanza semplice, le clessidre vengono fuori raramente e le combo degli edifici aiutano tantissimo. Il twist, e il cuore, del gioco stanno proprio in quello. Arrivi al punto che, dopo alcune partite, capisci che più che raggiungere la partita perfetta, quello che devi fare è far chiudere la partita il prima possibile, cercando – magari – di fare in modo che i tuoi avversari arrivino alla conclusione senza il numero di truppe necessarie per chiudere l’ultimo scontro, perdendo così 3 preziosi punti vittoria, più altri 2 o 3 punti dell’edificio distrutto.
Bisogna capirne lo spirito, per vincere a questo gioco. Non è un gioco di costruzione edifici, è una corsa a capofitto all’essere l’unico pronto quando la catastrofe arriverà su tutti gli altri.

Consiglio Kingsburg the Dice Game a quei giocatori esperti che vogliano sfidarsi in una vera corsa contro il tempo.



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Good

  • Semplice da imparare
  • Intuitivo per chi ha già conosciuto la versione "classica"
7

Tutto OK

Originalità delle Meccaniche - 6
Materiali - 7
Rigiocabilità - 8

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